A cura di Dr.ssa Silvia Grignaschi, Reumatologa
Ogni anno il 12 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Fibromialgia, un’occasione fondamentale per aumentare la consapevolezza su una patologia spesso invisibile, ma profondamente debilitante. In qualità di Reumatologa, ogni giorno incontro persone che convivono con questa condizione, troppo spesso sottovalutata o mal diagnosticata.
La fibromialgia non è solo stanchezza o solo stress. Si tratta di una malattia cronica complessa, caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento persistente, sonno scarsamente riposante, nebbia mentale (fibro-fog) con vuoti di memoria e alterazioni del tono dell’umore.
Dal punto di vista medico, la fibromialgia è una sindrome di sensibilizzazione centrale, ovvero un’alterazione del modo in cui il sistema nervoso elabora il dolore. Non si tratta di un disturbo “psicologico”, ma di una condizione reale, con meccanismi neurofisiologici solo in parte riconosciuti.
Può colpire chiunque ma è più comune nelle donne, in particolare tra i 30 e i 50 anni. Tuttavia, si possono osservare casi anche in uomini, bambini e adolescenti, e in alcune persone più anziane. Non è una malattia contagiosa e non è pericolosa per la vita, ma il suo protrarsi nel tempo causa perdita delle giornate di lavoro, inabilità lavorativa, chiusura sociale con perdita delle relazioni e depressione.
La fibromialgia spiegata dalla reumatologa: le cause
Le cause precise della fibromialgia non sono ancora completamente comprese, ma si ritiene che la sindrome derivi da un’alterazione nella percezione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. Alcuni dei fattori che possono contribuire allo sviluppo della fibromialgia includono:
- Predisposizione genetica: Studi suggeriscono che la malattia potrebbe avere una componente ereditaria.
- Eventi stressanti o traumatici: Incidenti, infezioni, traumi fisici o emotivi possono essere fattori scatenanti.
- Disturbi del sonno: Una cattiva qualità del sonno può influenzare la percezione del dolore.
- Altri disturbi associati: La fibromialgia è spesso correlata ad altre condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile, l’emicrania e la depressione.
I sintomi principali
La fibromialgia si manifesta con una vasta gamma di sintomi, tra cui:
- Dolore diffuso e persistente, invalidante, spesso molto intenso.
- Stanchezza cronica che non migliora con il riposo.
- Disturbi del sonno, come insonnia o sonno non ristoratore.
- Difficoltà cognitive, spesso chiamati “fibro-fog”, che includono difficoltà di concentrazione e perdita di memoria.
- Rigidità muscolare, soprattutto al mattino o dopo lunghi periodi di inattività.
- Sensibilità agli stimoli ambientali come luci forti, suoni e variazioni di temperatura.
- Ansia, depressione o sbalzi d’umore
- Intestino irritabile ed emicrania
L’Importanza della diagnosi precoce della Fibromialgia
Uno degli ostacoli maggiori è la diagnosi tardiva: spesso i pazienti attendono anni prima di ricevere un riconoscimento ufficiale della loro condizione e questo provoca il cronicizzarsi dei sintomi e rende più difficile curare con efficacia la fibromialgia.
Purtroppo non esistono esami di laboratorio specifici per la fibromialgia, per questo è importante una valutazione medica specialistica. La diagnosi di fibromialgia è infatti una diagnosi di esclusione: ciò significa che prima di poter diagnosticare la fibromialgia il medico reumatologo deve escludere altre patologie che sono caratterizzate da sintomi simili ma trattamento completamente diverso.
Inoltre non esiste una cura standard per la fibromialgia, ma un approccio terapeutico integrato e multidisciplinare focalizzato sui sintomi del singolo paziente. Ogni paziente infatti può presentare solo alcuni dei sintomi di questa sindrome, e con diversa intensità, per questo motivo la terapia deve essere personalizzata sul paziente e sulle sue necessità.
Con i dovuti accorgimenti è possibile migliorare sensibilmente la qualità della vita delle pazienti fibromialgiche.
- Un piano personalizzato potrà includere:
- Educazione del paziente e supporto psicologico
- Tecniche di gestione dello stress e mindfulness
- Esercizio fisico adattato (yoga, pilates, nuoto, acquagym, thai-chi)
- Terapie farmacologiche mirate con farmaci miorilassanti, antidepressivi o neurotonici
- Agopuntura
- Collaborazione con fisioterapisti, psicologi e nutrizionisti
- Impostazione di diete personalizzate con cibi anti-infiammatori
- Cura di altre eventuali patologie sottostanti.
Convivere con la fibromialgia può essere difficile, ma con una gestione adeguata è possibile migliorare la qualità della vita delle nostre pazienti. È essenziale sensibilizzare l’opinione pubblica su questa condizione, spesso sottovalutata, per garantire un maggiore supporto alle pazienti.
La fibromialgia non è una malattia invisibile: abbiamo il dovere di ascoltare, comprendere e curare senza minimizzare il dolore di chi vive questa condizione.