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L’approccio clinico-neurologico alla Demenza

25 Marzo 2026 | Prevenzione, Psicologia, Terza Età

a cura della Dr.ssa Penza Maria Teresa – Neurologa – e del Dr. Gatti Carlo Francesco – Psicologo e Neuropsicologo

Spesso piccoli segnali di confusione o dimenticanze vengono liquidati come “normali segni dell’età“, ma in ambito clinico esiste un confine sottile e fondamentale chiamato MCI (Mild Cognitive Impairment), o Deterioramento Cognitivo Lieve

Riconoscere questa fase e intervenire con una visita neurologica e una valutazione neurocognitiva precoce può cambiare radicalmente il percorso di salute di un anziano: infatti non tutti i soggetti con MCI evolvono verso la demenza (come l’Alzheimer), ma chi ne soffre presenta un rischio significativamente più alto.

Una diagnosi tempestiva è lo strumento principale per monitorare e, dove possibile, rallentare questa progressione. 

Per affrontare correttamente un sospetto MCI, sono necessari due passaggi clinici distinti ma complementari: la visita neurologica e la visita neurocognitiva. Vediamole nel dettaglio.

La visita neurologica

Consiste in una attenta raccolta dei dati anamnestici, in particolare per quanto riguarda  la familiarità, le patologie pregresse o in corso, l’insorgenza nel tempo dei disturbi cognitivi e altri sintomi.

L’esecuzione dell’esame neurologico da parte dello specialista permette di indirizzare il paziente ad accertamenti di neuroimaging (TC encefalo, RNM encefalo, PET),oltre agli esami ematochimici ed alla valutazione neurocognitiva

Tutto ciò viene eseguito al fine di formulare una diagnosi di demenza su base eziologica in quanto ne esistono vari tipi: oltre alla demenza degenerativa, tipo la malattia di Alzheimer, possiamo avere la demenza vascolare dovuta a vasculopatia cerebrale, altre malattie neurodegenerative (tipo la malattia a corpi di Lewy), malattie dismetaboliche, esiti di traumi cranici importanti. 

La valutazione neurocognitiva 

Eseguita solitamente da un neuropsicologo, consiste nella somministrazione di una batteria di test standardizzati che misurano la performance delle diverse funzioni cerebrali del paziente. 

Dapprima vengono svolti test di screening, test rapidi per avere un’idea del funzionamento cognitivo generale: ad esempio il MMSE (Mini Mental State Examination Test) il più diffuso al mondo, valuta l’orientamento, la memoria, l’attenzione in dieci minuti; il MOCA (Montreal Cognitive Assessment) più sensibile ad individuare il Mild Cognitive Impairment, poiché include prove più difficili e discriminanti sulle funzioni esecutive e il FAB (Frontal Assessment Battery) utile per lo screening delle capacità frontali come la flessibilità mentale e la programmazione motoria. 

Esistono test che sono specifici per le singole funzioni cognitive e permettono di mappare i punti di forza e di debolezza del paziente, nel particolare: 

  • MEMORIA: è la funzione più coinvolta nel deterioramento cognitivo e nel MCI mnesico, in particolare quella a breve termine. Vengono utilizzati il Digit Span Test, il Test di Corsi e le 15 Parole di Rey per la valutazione della memoria BT e il richiamo delle 15 Parole e della Figura di Rey per la memoria a lungo termine. 

  • ATTENZIONE E FUNZIONI ESECUTIVE: sono le funzioni che permettono la capacità di mantenere il focus su una singola attività, di pianificare e di alternare diversi compiti. Spesso capita che il paziente “si dimentichi” le cose semplicemente perché non è riuscito a focalizzare l’attenzione al momento dell’apprendimento.   I test più utilizzati sono le Matrici Attentive, il Trail Making Test B, il Test di Stroop e le Matrici di Raven Colorate. 

  • LINGUAGGIO: è la funzione che permette di comprendere e produrre le parole e la sua perdita di specificità è uno dei segnali più tipici del MCI. Per questo motivo, oltre ad una valutazione informale che viene svolta all’inizio per accogliere il paziente con domande di cortesia, viene utilizzato il Test di Fluenza Verbale (fonetico e semantico), il Token Test, e il test di comprensione sintattica T-RoG. 

  • ABILITÀ VISUOSPAZIALI: è la capacità di ricerca visiva, riconoscimento e rappresentazione che spesso diventano meno precise con l’anzianità. Il Test dell’Orologio, il Test della Copia di Disegno, Copia della Figura di Rey, Trail Making Test A.

NON SI TRATTA DI ESAMI DA SUPERARE, con tutto lo stress che comportano, MA DI UNA MAPPA PER ORIENTARSI: fare chiarezza oggi significa smettere di temere il futuro e iniziare a prendersene cura insieme. 

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